All’interno del parco naturale di Collserola, a Barcellona, è stato costruito un prototipo di cabina destinata all’occupazione in caso di quarantena, con l’utilizzo esclusivo di legno a chilometro zero. Un esempio di edificio ecologico avanzato che viene incontro a esigenze finora inaspettate, e di come il legno sia il modo migliore per affrontarle.

Castellani - Voxel Barcelona

Da un’idea dell’IAAC, l’istituto di Architettura avanzata della Catalunya, è partita l’iniziativa per costruire un prototipo di “cabina da quarantena”, ovvero un edificio volto a ospitare chi deve vivere in isolamento per un lasso di tempo a causa del virus che nell’ultimo anno ci ha sconvolto l’esistenza.

L’edificio, denominato “Voxel”, costruito completamente in legno naturale di Aleppo (pinus halepensis) procurato a chilometro zero, che misura 12 mq ed è strutturato in legno lamellare a strati incrociati (CLT, ovvero Cross Laminated Timber), costruito per ospitare una persona.
Il legno è stato macinato, essicato, lavorato e pressato in loco, presso i laboratori di Valldaura, campus creato dall’IAAC incentrato sulla ricerca di habitat autosufficienti.
Il progetto, invece, è a opera di un team di studenti dell’IAAC, coadiuvati da professionisti e esperti titolati di master in Ecologia Avanzata delle Costruzioni.

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Un obiettivo di ecosostenibilità

Il progetto ha, come obiettivo, lo studio della trasformazione ecologica del legno come materiale strutturale, termico e costruttivo – utilizzando una gestione forestale sostenibile che possa fornire in loco le materie prime per la costruzione.
Per questa costruzione, come detto, si è usato legname di Aleppo raccolto nel raggio di un chilometro dalla posizione della struttura. Si sono tagliati 40 alberi, e da essi si sono ricavate assi di 3 cm, messe poi ad asciugare per tre mesi.
Dopo ciò sono state portate ai laboratori di Valldaura, dove sono state trasformate in centinaia di lamelle che sono state poi etichettate e pressate in più di 30 pannelli strutturali in CLT, assemblati in cubi di 3,6m³.
Per saldare i pannelli non sono stati usati materiali riconducibili al metallo, per limitare l’impiego di materiali ad alta intensità di carbonio, ma giunti sovrapposti e tasselli in legno.
La struttura finale, avvolta in uno strato di sughero isolante, è stata montata con una serie di pannelli parapioggia creati coi materiali di scarto delle precedenti lavorazioni.

Un magnifico esempio di come il legno, come sempre sostenuto da Castellani, sia un materiale duttile e perfetto per la costruzione di ogni tipo di struttura, in maniera economica, duratura e che crei ambienti confortevoli e di pregio.

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