Nel gergo architettonico stanno sempre di più prendendo piede termini come bioedilizia, bioarchitettura e architettura sostenibile. Questo trend è dato da una crescente attenzione al settore green, volta a limitare l’impatto ambientale che, volenti o nolenti, creiamo a causa dell’utilizzo di fonti energetiche non rinnovabili.

Valutando i pro e i contro della bioedilizia bisogna sempre tenere conto di soluzioni che siano funzionali nell’immediato e sostenibili anche per le generazioni future.

Nella colonna dei pro va sicuramente annoverato l’utilizzo di materiali naturali (su tutti il legno) che, per via delle loro capacità isolanti, risultano efficaci nell’abbattere i costi delle utenze. Lo stesso risultato si può ottenere anche tramite l’installazione di impianti che utilizzano energie rinnovabili (ad esempio collettori solari per l’acqua calda).

Non solo risparmio energetico. Costruire in bioedilizia significa incentivi e detrazioni fiscali, risparmio Idrico, buona qualità dell’aria e dell’acqua, comfort per gli utenti e un impatto zero sull’ambiente.

Sicuramente l’architettura sostenibile è ancora abbastanza inesplorata in Italia, cosa che può portare ad una difficoltà maggiore nel reperimento di fornitori ed artigiani con il know how necessario, però l’utilizzo di materiali come paglia, legno, sughero, gesso, fibra di canapa, bambù (e molti altri) assicura il raggiungimento di tre importanti obiettivi: salvaguardia dell’ambiente, salute personale e risparmio energetico.

Il bio-architetto lavora nel rispetto degli equilibri tra uomo e natura ed i materiali con cui opera sono sempre provenienti da fonti rinnovabili, la cui produzione non è figlia di sprechi energetici, non sono tossici per l’uomo ed il loro eventuale smaltimento non arreca danni all’ecosistema.

La spesa iniziale che una scelta green spesso comporta, non solo viene ammortizzata e recuperata nel tempo, ma produce elementi edili per un futuro ecosostenibile e ogni fase della loro lavorazione risulta virtuosa.